La storia e le origini di San Teodoro

Immerso nella riserva naturale della valle dei Nebrodi, San Teodoro è un piccolo borgo che certamente può affascinare i suoi visitatori per i tanti monumenti che custodisce, per le sue tradizioni ma anche per la storia affascinante che è legata alle sue origini.

Di seguito coloro che sono interessati a saperne di più e a scoprire qualche dettaglio sulla sua storia, potranno trovare tutte le informazioni utili e le indicazioni per raggiungere il borgo.

Le origini di San Teodoro

Ufficialmente le origini di San Teodoro moderna si fanno risalire alla fine del XVII secolo – inizi del XVIII secolo. In quell’epoca c’era sul territorio una terribile epidemia di colera e per questo motivo i principi Brunaccini decisero di trasferire la loro residenza alle falde del monte Abate, una posizione più elevata rispetto a quella dove precedentemente sorgeva il paese, ossia in contrada Fondachello.

Le testimonianze storiche hanno permesso di risalire a questa storia, visto che in zona era presente un’antica torre araba con feritoie, per avvistare i nemici, nonché la chiesa di San Teodoro, un centurione romano martirizzato per la sua fede cristiana nel 304 d.C.

Proprio al centurione è legata la leggenda della nascita del paese, anche se in realtà le prime testimonianza storiche ufficiali risalgono al 1303: un documento racconta che Federico III d’Aragona diede il feudo di San Teodoro in dono a Giordano Romano per i suoi servigi in guerra.

San Teodoro in epoca antica e moderna

Alla morte del Giordano, il feudo di San Teodoro iniziò a passare di mano in mano fino a quando nel 1633 il territorio andò in dote alla nobile famiglia dei Campulo che poi nel 1678 cedette il titolo definitivo ai principi Brunaccini. Proprio tale famiglia qualche anno dopo essere entrata in possesso del feudo, decise di stabilire la residenza estiva nel vecchio paese mentre in quello invernale si trasferiva a contrada Fondachello, tanto che nel giro di poco tempo finanziò la costruzione della chiesa della Santissima Maria Annunziata nonché la realizzazione di altri edifici per rendere il proprio soggiorno più comodo. Il feudo rimase saldamente in mano alla famiglia fino alla fine del 1800, quando vennero aboliti i diritti feudali e il territorio si trasformò in comune.

Cosa vedere a San Teodoro (Messina)

Una storia così ricca come quella del borgo di San Teodoro ovviamente ha lasciato tracce nei tanti monumenti che si possono ammirare in paese.

Innanzitutto i visitatori non possono esimersi dal fare un giro nel centro storico, visto che la sua costruzione risale al periodo arabo e ne sono evidenti gli influssi nella costruzione delle strade strette e a scacchiera, tipica dei mussulmani.

Risale alla fine del 1600, invece, la costruzione della chiesa della Santissima Maria Annunziata, fortemente voluta dal principe Brunaccini in segno di devozione verso la Madre di Gesù: oggi ospita la statua di San Gaetano, protettore del borgo.

Nelle immediate vicinanze del paese, poi, si possono ammirare borgo Giuliano, di epoca fascista e oggi ridotto a luogo fantasma, e il parco dei Nebrodi, una delle più grandi riserve naturali della Sicilia.

Cosa fare a San Teodoro

Una visita a San Teodoro sarà l’occasione giusta per partecipare ai tanti eventi che l’amministrazione comunale organizza in paese.

L’appuntamento per i buongustai è ovviamente quello della sagra del grano duro e del castrato, che si tiene ogni anno nel mese di luglio e porta in tavola il meglio della cucina locale.

Dal punto di vista religioso, invece, uno degli appuntamenti più sentiti è quello della festa di San Gaetano, patrono del paese, che si tiene ad agosto e ha come evento principale la processione che porta il santo in giro per le strade del paese a raccogliere gli onori dei fedeli.

Infine, c’è la festa del Santissimo Crocifisso, che si tiene la prima domenica del mese, ed è celebrata in corrispondenza della fiera del bestiame e dell’artigianato, altro appuntamento che richiama ogni anno migliaia di visitatori.

Come arrivare a San Teodoro, Messina

Coloro che desiderano arrivare a San Teodoro per visitare il borgo, potranno percorrere, in auto, da Messina la A18 e poi la Ss120 fino a destinazione. Da Palermo e da Trapani, invece, si può percorrere prima la A20 e poi la E90 mentre da Catania è necessario prendere la Ss284. Infine, da Siracusa si deve scegliere la E45 mentre da Enna la strada consigliata è la Ss121.

San Teodoro non ha una sua stazione ferroviaria, per cui per chi vuole viaggiare in treno, è possibile utilizzare come riferimento la stazione di Acquedolci, quella di Sant’Agata di Militello oppure San Marco d’Alunzio, dalle quali poi si può proseguire con i bus locali messi a disposizione dall’azienda pubblica AST.

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