Villa dei Mostri a Bagheria: leggende e curiosità sul principe Francesco

Ci sono leggende che narrano di fantasmi e di apparizioni e la Villa dei Mostri a Bagheria, Villa Palagonia, ne ha uno illustre: Francesco Ferdinando Gravina e Alliata, VII Principe di Palagonia.

In un contesto dove il raziocinio non offre spazi alla fantasia come nella nostra epoca tecno-digitale, c’è chi crede fermamente alla possibilità che esista un mondo soprannaturale fatto di inspiegabili presenze come, ad esempio, i fantasmi.
A Bagheria Villa Palagonia – conosciuta anche come la Villa dei Mostri – sarebbe infestata da uno spettro illustre, il VII Principe di Palagonia Francesco Ferdinando Gravina e Alliata, che si manifesterebbe in modo costante.

Le ipotesi che portano alla verità sulla Villa dei Mostri a Bagheria

Ovviamente secondo la propria indole, ognuno ha ragione di credere l’esistenza o meno del fantasma ma laddove volessimo ispezionare le possibilità della sua reale presenza, possiamo annoverare le ipotesi che ci aiutano a scoprire la verità.

La prima, che è anche la più ovvia, è quella che il fantasma del VII Principe di Palagonia non esiste o non è più presente all’interno della Villa dei Mostri a Bagheria dal momento che le persone che hanno potuto liberamente girare all’esterno della costruzione anche di notte, non ha visto nulla di anormale anche se la personalità che ha contraddistinto l’allora illustre abitante è ben presente grazie alle sessantadue grottesche statue fatte realizzare dal Principe in pietra tufacea d’Aspra che gli fecero meritare il soprannome de Il Negromante.

Si tratta di installazioni che furono poste a mo’ di guardiani della villa con sembianze molte inquietanti che diedero origini a numerose leggende come una, la più nota, che dice che la villa ha una malefica influenza soprattutto sulle donne in stato interessante.

Storia della Villa dei Mostri a Bagheria

Villa Palagonia fu voluta da Don Ferdinando Francesco Gravina Cruyllas Bonanni V Principe di Palagonia nonno del Principe Francesco, che era un cavaliere del Toson d’oro avendo ricevuto dai re di Spagna tale onorificenza. Il progetto della costruzione venne affidato ad un famoso architetto dell’epoca, Tommaso Maria Napoli mentre i lavori videro la loro direzione nelle mani dell’architetto Agatino Daidone.

Alla morte del V Principe di Palagonia, suo figlio Ignazio Sebastiano Gravina, diede il via alla costruzione delle parti basse che si trovano tutto intorno alla villa mentre suo figlio, il famoso Negromante, provvide a partire dalla seconda metà del Settecento a far eseguire altri lavori di decorazione sia all’esterno che all’interno della monumentale villa con il risultato che questa fu caratterizzata dalla sua eccentrica stranezza.

Si deve al fratellastro del VII Principe di Palagonia – che era anche suo genero – Don Salvatore Gravina e Cottone, l’arricchimento delle settecentesche decorazioni in stile neoclassico che ornano la costruzione, rendendola più vicina a quella che era la tendenza dell’epoca.

Un esempio della stravagante personalità del cosiddetto “negromante” lo si trova proprio all’interno del vestibolo al piano nobile incarnato nella decorazione relativa alle Fatiche di Ercole. Stranezze volute dal principe che voleva sorprendere i suoi ospiti in modo originale come la scritta visibile nella bella sala degli specchi che recita “Specchiati in quei cristalli e nell’istessa magnificenza singolar, contempla di fralezza mortal l’imago espressa“.
Sempre per comprendere lo spirito burlone è possibile riferirsi allo scherzo come quello di un gancio a forma di mano protesa capace di far impigliare i settecenteschi parrucchini di chi vi passava sotto o della presenza di uno specchio segreto da dove il principe poteva ascoltare e vedere i suoi ospiti.

Le sorprese si susseguono in varie parti di questa villa che va interpretata senza avere nessun timore reverenziale originato dal severo aspetto che presenta attraverso i busti degli antenati del principe mentre è meglio apprezzarne le bellezze come quelle che emergono dal monumentale scalone doppio e dalle sale contraddistinte da decorazioni che riportano un singolare stile orientaleggiante.

Insomma ce n’è quanto basta per motivare stimoli di curiosità che invitano a visitare la cosiddetta Villa dei Mostri a Bagheria oggi appartenente alla famiglia dei Castronovo.

© Immagine di Jpbazard Jean-Pierre Bazard, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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