Riserva Naturale a Leni

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La Sicilia, dal punto di vista naturalistico, è da molti considerato uno scrigno di tesori: l'Etna, il vulcano attivo più alto di tutta Europa, domina infatti un territorio disseminato di gioielli come ad esempio le Saline di Trapani, le Gole dell'Alcantara, la Scala dei Turchi e la Riserva Orientata dello Zingaro. Ci sono poi le isole che punteggiano il mare che circonda l'isola siciliana e tra queste c'è Salina, parte dell'arcipelago delle Eolie, dichiarata Patrimonio dell'UNESCO. Salina è coperta in massima parte dalla Riserva naturale le Montagne delle Felci e dei Porri, un'area protetta da visitare assolutamente nel corso di un viaggio in Sicilia.

La Riserva Naturale a Leni: cenni storici

La Riserva Naturale le Montagne delle Felci e dei Porri è stata istituita nel 1984 col decreto n.87 emesso dall'assessorato regionale dell'ambiente e del territorio. Si estende per 1079 ettari ed è nata con lo scopo di preservare la ricchezza di un territorio verdissimo ricco di piante popolato da uccelli come il falco Pellegrino, poiane, gheppio, fenicotteri e cormorani, i quali nidificano soprattutto presso il laghetto salmastro dell'isola.
L'isola è molto antica, come dimostrano le rocce vulcaniche presenti e risalenti all'età Wurmiana e al Pleistocene: si tratta di formazioni emerse millenni fa dal complesso vulcanico sottomarino che circonda l'isola.
La Riserva Naturale conserva sul territorio insediamenti umani antichissimi, risalenti anche al XVIII secolo.

Le architetture presenti nella Riserva Naturale di Leni

A due passi dalla località Santa Marina, ovvero il principale porto turistico dell'isola di Salina sito ai piedi di Monte Fossa delle Felci, si trovano le grotte saracene. Si tratta di insediamenti rupestri realizzati e scavati nel tufo in epoca bizantina-medioevale, per difendersi dai pirati turchi.

A Santa Marina sorge anche la Chiesa di San Marina, risalente al '700: dedicata alla protettrice dell'isola di Salina, mostra all'esterno 2 piccoli campanili e una facciata ingentilita da pinnacoli, cuspidi e monofore.

Nella frazione di Val di Chiesa invece si trova il Santuario della Madonna del Terzito del XIX secolo, costruito sui resti di un antico edifico sacro eretto da un eremita. All'interno della chiesa è custodito un dipinto settecentesco raffigurante la Vergine Maria. Dal Santuario partono i principali sentieri che permettono di raggiungere il cuore della Riserva naturale le Montagne delle Felci e dei Porri in un paio di ore: il percorso regala scorci spettacolari su Alicudi, su Lipari, su Filicudi e persino sul vulcano Etna.

Cosa vedere nei dintorni della Riserva Naturale a Leni

La Riserva naturale le Montagne delle Felci e dei Porri comprende anche i territori dei comuni di Leni, Santa Maria Salina e di Malfa (tutti in provincia di Messina).

Lingua è un piccolo villaggio di pescatori che vanta una splendida spiaggia di sabbia e di ciottoli: non lontano sorge il lago salmastro dove nidificano molti uccelli acquatici che ogni amante del birdwatching avrà l'occasione di ammirare. Nelle acque lacustri si specchia il Faro, circondato da vigneti e sede del Museo del Sale e del Mare, legato alle tradizioni dell'isola.

A due passi dal lago si consiglia di visitare il Museo Archeologico e il Museo Civico, tappe importanti per coloro che vogliono conoscere più a fondo la riserva e in generale l'isola di Salina.

Molto carino è anche il borgo di Malfa, con le case bianche abbarbicate su una rupe a 90 m. di altezza, a dominare così il sottostante porticciolo di Scario Galera. Il nome rimanda alle origini del borgo, fondato a quanto pare nel XII secolo da un gruppo di cittadini di Amalfi: nella piazza principale sorge la Chiesa di Sant'Anna del '700, ricca all'interno di sculture e dipinti. Imperdibile è poi il Museo dell'Emigrazione della Popolazione Eoliana, sito sempre nel borgo di Malfa.

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Come arrivare alla Riserva Naturale a Leni

Per visitare la Riserva naturale le Montagne delle Felci e dei Porri, bisogna ovviamente raggiungere l'isola di Salina, il cui porticcioli principali sono quello di Scalo Galera, di Rinella e di Santa Marina. Si può arrivare in aliscafo dal salernitano Molo Manfredi, oppure in traghetto o in nave da Milazzo. Quest'ultima è raggiungibile percorrendo la A20 che collega Palermo a Messina, uscendo poi a Milazzo-Isole Eolie.

 

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