Museo Civico Salvo Nibali a Maletto

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È Maletto, edificato a circa mille metri d’altezza, il comune più elevato tra tutti i paesi Etnei. Anche se la cittadina è molto piccola, una breve visita ci permetterà di conoscere l’interessante collezione custodita all’interno del Museo Civico Salvo Nibali.

Storia del Museo Civico Salvo Nibali a Maletto

Era il 1952 quando a Maletto venne costruito il Museo Civico Salvo Nibali che soppiantò l’ex macello proprio all’ingresso del paese .

Si ebbe l’esigenza di raccogliere presso un unico sito, i reperti archeologici ritrovati sul territorio e risalenti al periodo del Neolitico e che costituiscono una importante testimonianza del patrimonio demo-etno-antropologico culturale.

I ritrovamenti che danno lustro a questo piccolo ma ben organizzato museo, sono tutti provenienti dall’Area Archeologica di Maletto, chiamata Contrada Edera oppure Delle Sciare di Santa Venera.

Architettura e opere d'arte presenti al Museo Civico di Maletto

Il visitatore che entra all’interno del Museo Civico di Maletto avrà modo di ammirare presso la Sezione Archeologica i reperti emersi durante una campagna di scavi effettuata a partire dal 1988 dall’allora Soprintendenza delle Belle Arti di Catania e dalle segnalazioni provenienti da studi archeologici effettuati sul campo dagli esperti della Durham University.

Tuttavia il Museo Civico di Maletto propone l’esposizione di testimonianze dell’epoca Neolitica come frammenti di ceramica risalente al VI millennio a.C. ma anche l’evoluzione della cultura dei metalli sempre risalenti alla preistoria a dimostrazione che a quel tempo, il territorio vedeva la presenza dell’uomo, successivamente scomparsa. Presenza che riprese durante il periodo greco come si evince dai reperti raccolti in questo museo e proseguita anche in epoca romana.

Come accennato il Museo Civico a Maletto è ben organizzato e ciò è tangibilmente dimostrato da percorsi didattici che seguono un’esaustiva esposizione organizzata in modo sistematico.

Al Museo sono presenti esempi di abitazione risalenti all’VIII secolo dopo Cristo, dove sono presenti dei piccoli pozzetti che venivano utilizzati come dispensa.

Ricostruita e curata dal Distretto Culturale Taormina-Etna, l’area museale è stata dedicata a Salvo Nibali, un giornalista nato proprio a Maletto e fa parte del circuito museale del distretto insieme al Museo della Pietra Lavica che si trova a Bronte presso il Castello Nelson, quello dei Pupi Siciliani di Randazzo e l’Incorpora di Linguaglossa.

Cosa è possibile fare nei dintorni del Museo Civico Salvo Nibali a Maletto

Poche sono le attrazioni presenti oltre al Museo Civico a Maletto ma quelle che ci sono meritano di essere visitate. Una di queste è l’Area Archeologica delle Sciare di Santa Venera o di Contrada Edera da dove, gli appassionati di trekking possono iniziare un percorso di circa 4 chilometri all’interno del Parco dell’Etna.

In paese è presente la Fontana dello Schiccio risalente al XVIII secolo e fatta costruire dal principe Spadafora per risolvere un endemico problema idrico. Idea più che brillante dal momento che questa fontana – punto di riferimento di tutti gli abitanti di Maletto – funzionò fino al 1950 come unica risorsa idrica di tutta Maletto. Come avviene nei piccoli centri, anche su questa fontana ci sono delle narrazioni la cui famosa vuole un tizio che, per evitare di fare la lunga fila per prendere l’acqua, aveva l’abitudine di fingersi un fantasma con l’intenzione di far scappare tutti e arrivare così a riempire i suoi contenitori di acqua ma, contrariamente a quanto solitamente avveniva, una volta scoperto il suo trucco venne malmenato da tutto il paese.

Naturalmente la settecentesca fontana che dominava il centro di Maletto con la sua poderosa mole esibendo un grande getto d’acqua vide delle trasformazioni che ne mutarono aspetto e collocazione.

Merita una visita panoramica la piccola Chiesa rurale della Madonna del Carmelo poco fuori dal centro. Edificata alla fine del diciassettesimo secolo, a seguito di una pandemia di colera verificatasi a fine Ottocento, fu utilizzata da lazzaretto per gli ammalati e il terreno circostante usato come camposanto.

Anche i resti del duecentesco Castello Manfredi Maletta è un’altra possibile meta, se non altro per godere di una panoramica veramente eccezionale dei territori circostanti a Maletto. Voluto come punto di avvistamento e come fortezza difensiva, ebbe ai suoi tempi una ovvia importanza.

Come è possibile arrivare al Museo Civico Salvo Nibali a Maletto

In auto da Messina, imboccare l’A18 al casello di Fiumefreddo e dopo 58 chilometri bisogna uscire per proseguire sulla SS 120, la Strada Provinciale Etnea Settentrionale o Quota Mille fino ad incrociare la SS284 seguendo le indicazioni per Maletto. Da Palermo, prendere la E90 e proseguire sulla A20 uscendo al casello di S. Agata Militello e proseguire per la SS284 seguendo le indicazioni per Maletto.

  • storia e archeologia

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