Le Rocche di Cusa di Campobello di Mazara

  • Culturali

Le Rocche di Cusa di Campobello di Mazara, nella Sicilia occidentale in provincia di Trapani, costituiscono un sito archeologico di rilevante interesse storico e sono una meta accattivante, per tutti i turisti appassionati di archeologia.

In uso a partire dal VI secolo a.C. le Rocche di Cusa di Campobello di Mazara erano cave da cui si estraeva la calcarenite, roccia formata principalmente da grani di calcare.
Vicinissime all’area archeologica di Selinunte, le cave servivano per l’estrazione di roccia poi utilizzata nella costruzione di templi.

Sul finire del V secolo a.C. in seguito alla perdita di supremazia da parte dei greci, le cave finirono in disuso con l'arrivo dei Cartaginesi, nel 409 a.C.La sconfitta dei greci si può leggere oggi nello stato di improvviso abbandono in cui caddero le cave, dove sono ancora visibili blocchi di pietra disseminati per il sito, abbandonati in fretta dai lavoratori della cava.

Il tempo, dunque, resta inciso nella roccia delle cave: quello ordinato e metodico del lavoro di estrazione, come quello tragico della sconfitta.

L’architettura delle Rocche di Cusa di Campobello di Mazara e cosa si può ammirare al loro interno

L’architettura delle Rocche di Cusa di Campobello di Mazara ci dice molto sul lavoro che vi si svolgeva: possiamo notare le incisioni circolari sulla roccia, prima fase del procedimento estrattivo, ma anche ammirare segmenti di colonna ancora in lavorazione, per metà attaccati alla roccia.

Capitelli, sezioni e altro materiale estratto, ma lasciato a metà dell’opera, sono visibili in vari punti del sito, a testimonianza della veloce ritirata dei greci.
Alcune tracce di questo passaggio sono visibili perfino lungo la strada per Selinunte, abbandonate per sempre, centinaia e centinaia di anni fa.

La Cava del Capitello è uno dei simboli più emblematici di tutta la vicenda: situata nel versante occidentale, custodisce un capitello parzialmente scolpito e abbandonato, non ancora pronto per essere portato a Selinunte.

La zona meridionale è caratterizzata da un territorio collinoso, verde e ricco di umidità: questa zona si chiama Pantano Leone e insieme alle aree vulcaniche con le sciare circostanti, è oggi territorio dell'anatra selvatica.

Cosa fare alle Rocche di Cusa e nei dintorni

Le Rocche di Cusa di Campobello di Mazara sono la meta perfetta per gli amanti dell’archeologia, che non vogliono rinunciare alla loro passione neanche in vacanza: un soggiorno a Campobello di Mazara sarà infatti l’occasione perfetta per organizzare una visita al sito di Cusa.

Per avere un quadro completo della zona tra il VI e il V secolo a.C. i veri appassionati potranno visitare anche la vicina Area Archeologica di Selinunte, dove si trovano l’Acropoli, la Collina Orientale, il Pianoro di Contrada Manuzza e il Santuario; conclude il percorso archeologico una tappa al Museo Civico di Selinunte, dove si possono ammirare vasi e ceramiche rinvenuti nel sito archeologico, oltre a statue in bronzo.

Poco distante dal Museo, si trova anche la Chiesa Madre di Castelvetrano, dedicata a Maria Santissima Assunta: l’edificio, costruito nel XVI secolo, è imponente ma ingentilito dalla presenza di decori ad arabeschi che incorniciano il portale, mentre all’interno si possono ammirare pale d’altare e opere d’arte sacra molto interessanti.

Castelvetrano dista solo 7 km da Campobello ed è sicuramente un centro da visitare per chi si trova nella zona: popolata da quasi 30.000 abitanti, è chiamata la Città degli Ulivi e dei Templi, per la sua vicinanza a Selinunte, nel territorio della Nocellara. Qui sono molte le Chiese da visitare, come la Chiesa di San Giovanni, la Chiesa della Santissima Trinità di Delia e la Chiesa del Purgatorio, tra gli edifici sacri più belli del centro. Per completare il tour della città, scoprite anche Porta Garibaldi e la Fontana della Ninfa.

Naturalmente potrete scegliere Campobello di Mazara come base di appoggio per tutto il giro della Valle del Belice, e in paese avrete la possibilità di passeggiare nel centro storico risalente al Seicento, con la bella Chiesa Madre di Santa Maria al Presepe, di origini ottocentesche e la Torre dell’Orologio, simbolo della città.

Da Campobello in pochi minuti si raggiunge la costa, con la Spiaggia delle Tre Fontane: qui, tra sabbia dorata e acque turchesi, si può fare il bagno o prendere il sole a due passi dalla torre di avvistamento. Numerose altre torri sono sparse in tutta la città e nella frazione marina.

Chiudiamo con un suggerimento per chi vuole gustare i sapori più tipici della cucina locale: a Campobello si trova l’olio di Nocellara, eccellenza degli agricoltori locali e si possono mangiare ottimi involtini di pesce spada.

Come è possibile raggiungere Campobello di Mazara

Raggiungere Campobello di Mazara, nel Libero Consorzio Comunale di Trapani, è facile sia in auto, sia in treno.

Chi arriva in macchina, può farlo dall’A29 Palermo-Mazara del Vallo, svoltando all’uscita per Campobello di Mazara, a 3 km dal paese; chi arriva il treno, può scendere alla Stazione di Castelvetrano, a 7 km dal centro, con il quale è collegata da bus e navette.

  • storia e archeologia

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