La storia di Aliminusa, luogo dalla tradizione ultra-secolare

La cittadina di Aliminusa non passa assolutamente inosservata.

Si tratta di un luogo intriso di magia, capace di portare avanti una tradizione ultra-secolare e di non perdere neanche un briciolo del proprio fascino.

Ecco cosa c’è da sapere sulla lunga storia di una cittadina che sintetizza la Sicilia nella sua essenza primordiale.

Le origini di Aliminusa

La storia di Aliminusa parte da molto lontano. Le prime notizie risalgono al XV secolo e sono contenute in alcuni documenti storici conservati a Firenze, con varie carte geografiche che ne attestano il popolamento a quei tempi. E’ probabile che il nome derivi dall’arabo Armisch, ossia valle desolata e senza acqua. Proprio per una ragione simile, la zona di Aliminusa è scarsamente popolata fino al Seicento, con solo alcuni abbeveratoi, mulini e masserie sparsi.

La costruzione delle abitazioni locali fu affidata a baroni pronti a investire in maniera rischiosa. Per tali motivazioni, ricevettero un potere superiore nel parlamento siciliano e Aliminusa entrò a far parte di un ampio progetto di espansione demografica. Il feudo fu acquisito dalla famiglia Peralta dei Conti di Luna, che fecero erigere un casellato chiuso denominato Baglio, un’area sopraelevata che proteggeva la cittadina da eventuali attacchi. Lo stesso comprendeva una zona che serviva per far alloggiare la famiglia e i guardiani e un’altra adibita al ricovero degli animali e al magazzino, suddivise tramite un torrione centrale.

La successione delle grandi dinastie di Aliminusa

L’Aliminusa storia comprende numerose altre dinastie in grado di succedersi alla sua guida, dopo i Moncada e gli Aragona, fu la volta del Barone Gregorio Bruno, al quale furono affidati i compiti di nomina di un castellano, un capitano, un giudice e vari ufficiali. Fu lui a far costruire il borgo di Sant’Anna, che negli anni sarebbe cresciuto in misura notevole. Ci pensò la famiglia Cutelli a dar lustro alla chiesa locale.

Verso la metà del Settecento, il vescovo Monsignor Galletti affidò la cittadina al principe Ignazio Vincenzo Paternò, che poi la cedette a Bonaccorsi e alla famiglia dei baroni Milone. A partire dal 1812, l’età feudale in Sicilia si concluse in seguito alla sua abolizione e Aliminusa divenne finalmente un Comune a sé stante.

La situazione attuale della cittadina di Aliminusa

Attualmente, la storia di Aliminusa parla di una località che conta poco più di 1000 abitanti, ma che continua a mantenere un notevole fascino e ad essere un grande simbolo per tutta la Sicilia. Un chiaro esempio è rappresentato dalla Festa di San Calogero, che catalizza l’attenzione di cittadini e turisti il 24 agosto di ogni anno. Non si tratta del Santo patrono, ma ha acquisito un’importanza notevole nel corso dei secoli per tutta la comunità grazie alla sua forte devozione religiosa e alla difesa nei confronti della gente. 

Aliminusa, un mondo tutto da esplorare

Chi decide di farsi un giro per Aliminusa può avere davanti ai propri occhi alcuni elementi caratteristici di una cittadina immersa nel cuore della città metropolitana di Palermo. Dal già menzionato Baglio alla chiesa di Sant’Anna, senza dimenticare la riserva del Bosco Granza e di Favara, le attrazioni non mancano per un’esperienza esaltante.

Non resta altro da fare che conoscere i tratti salienti della località ed esplorare un mondo nel quale agricoltura e artigianato continuano a essere le principali fonti di sostentamento.

© Immagine di Larminusa, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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